Wajdi Mouawad e Attilio Scarpellini / Diari di quarantena

Dalla prospettiva di queste prime settimane di semi-libertà prende forma un pensiero rivolto a ciò che è appena accaduto. Sembrano già trascorsi molti anni dall’inizio, ma ancora deve installarsi quella distanza temporale che consentirà una vera e propria postura critica sui fatti di questi mesi. Quello di adesso è dunque un leggero voltarsi indietro, ancora un po’ incerto, mentre corpo e pensieri procedono, più o meno volenti o nolenti, verso l’avvenire enigmatico dell’estate 2020. In queste settimane trascorse da isolati, abbiamo vissuto o immaginato giornate che, se fossero consultabili sotto forma di pagine di diario, ritroveremmo riempite di annotazioni puntuali riguardanti elementi infinitesimali del quotidiano, epifanie sempre più piccole e interiori, pensieri slegati, ogni giorno...

Immagini come sabbia negli occhi / Rabih Mroué, Sand in The Eyes

“La pittura, per quanto silenziosa su una parete, è in grado di parlare e di recare grandissimo giovamento”. Così scriveva nel IV secolo Gregorio Nisseno alludendo a un rapporto fra arte e didattica, che, visto da una prospettiva diversa, meno ingenua o forse meno fiduciosa rispetto agli intenti dell’apparato ecclesiastico, può essere letto come relazione fra arte e propaganda politica, fra arte – in definitiva – e potere. Che l'immagine sia veicolo di propaganda e quindi rechi in sé dinamiche di potere e di violenza appare evidente anche nelle ultime settimane, quando la fotografia e il video di Silvia Romano scesa dall'aereo in abiti islamici ha creato reazioni diverse, a prima vista inspiegabili, piegate in molti casi a scopi abusanti di propaganda. L'immagine, che pare essere qualcosa...

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31 maggio 1930-31 maggio 2020 / Clint Eastwood, un cineasta contro

A novant’anni, Clint Eastwood è ormai un mostro sacro del cinema americano, praticamente intoccabile. Ma non è sempre stato così, soprattutto in Italia. Quando con Riccardo Bianchi avevamo deciso di dedicare una monografia all’attività di Eastwood come regista – la prima in italiano – nessuna delle case editrici che avevamo interpellato voleva pubblicarla: “Eastwood?! Ma state scherzando? Per carità!”. Questo succedeva nei primi anni Ottanta, prima che la Cinémathèque Française gli dedicasse una retrospettiva completa. Ancora oggi sarei curioso di vedere quanti sarebbero disposti a dire così, “di cuore”, che Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! (Dirty Harry, 1971) di Don Siegel è un film meraviglioso.    Il libro siamo poi riusciti a pubblicarlo nel 1987, grazie all’...

Libertà, memoria e meccanica quantistica / I dadi di Devs

Quest’articolo contiene spoiler. Nel padiglione delle Filippine alla Biennale di Venezia 2019 c’erano tre isole. Nelle isole – di acciaio e vetro – c’erano degli specchi. Negli specchi, mappe, ossa, piante, orologi. Nelle isole, negli specchi, negli oggetti c’era sandaigdigan, un unico mondo. Questa concezione del reale associa entità semplici (le mappe, gli orologi) a sistemi più complessi (la rappresentazione dello spazio, lo scorrere del tempo), intrecciando una connessione così intima e fattuale che permette l’emersione del particolare nel generale e viceversa. Un unico mondo in cui è tenuta assieme l’osservazione generale del cielo per prevedere dove toccherà terra il prossimo uragano e la storia particolare di quell’osservatore – sandaigdigan. Perché, come dice lo stesso autore...

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Mai dare spiegazioni, mai lamentarsi / Marianne Faithfull, l’arte della resilienza

In una lettera ai fratelli George e Thomas datata 22 dicembre 1817, John Keats scrisse di aver infine compreso qual era il segreto per fare di un uomo un uomo compiuto (a Man of Achievement, l’espressione usata da Keats, maiuscole comprese): la capacità cioè di condursi nell’incertezza, nel dubbio e fra i misteri della vita senza avvertire l’irritante impulso di cercare ogni volta soccorso nei fatti e nella ragione. Riteneva che in questo Shakespeare fosse un maestro. In un poeta, scriveva Keats, il senso della bellezza trascende ogni altra considerazione, o meglio rende superflua ogni altra considerazione. E Keats chiamò questa qualità capacità negativa (negative capability).   Quando nel 2018 Marianne Faithfull decise di intitolare un disco proprio così, Negative Capability,...

Un delitto efferato / Bob Dylan. Murder Most Foul

Con un messaggio sul suo sito www.bobdylan.com e poi su vari social media, Bob Dylan ha annunciato l’uscita di questa sua canzone, Murder Most Foul, dedicata all’uccisione del presidente John Fitzgerald Kennedy a Dallas, Texas il 22 novembre 1963. La canzone, postata su youtube e ripresa da vari siti, è la prima in otto anni firmata da Dylan (dall’uscita di Tempest, 2012) e stando alla voce e dall’arrangiamento sembra registrata non più di cinque anni fa. “Murder most foul”, il delitto più efferato, è una citazione dall’Amleto di Shakespeare (Atto I, Scena 5; lo spettro del padre descrive la sua morte ad Amleto) e tutta la canzone, come è nello stile di Dylan, contiene moltissime citazioni da canzoni e film, riferimenti letterari e storici, in particolare relativi all’assassinio di...

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