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Chiara Rapaccini

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A 10 anni dalla morte / Mario Monicelli: uno, nessuno, centomila

«Mario è morto il 29 novembre del 2010, buttandosi dal quinto piano di un ospedale romano. Si è “schiantato”, come direbbe lui. Gli piaceva la parola “schiantarsi”. […] “schiantarsi” e/o “ingoiare una polpetta avvelenata” al momento giusto, quando cioè uno è sazio dei giorni, era una teoria ampiamente condivisa in tutta la famiglia Monicelli». Così ricorda Chiara Rapaccini, scrittrice, illustratrice, autrice di libri per l’infanzia (e non solo: Amori sfigati, Rossa), per oltre trent’anni compagna di Mario Monicelli, sul numero 596 di “Bianco e Nero”. Interamente dedicato al regista, di cui proprio oggi ricorrono i dieci anni dal suicidio, le quasi duecento pagine della rivista ospitano contributi firmati da storici (Cardini, De Luna, Mondini), studiosi e critici cinematografici (Anile, Brunetta, Crespi, Gili), giornalisti e scrittori (Deaglio, De Cataldo, Di Paolo), oltre ai ricordi e le testimonianze in prima persona di collaboratori, interpreti, amici. Fra questi, appunto, c’è quello di Rapaccini, che traccia con straordinaria leggerezza e un pizzico d’irriverenza (a cominciare dal titolo, Muoiono solo gli stronzi, tratto da un suo celebre auto-epitaffio) il profilo di un...

La Dottrina del Duplice Effetto e il Covid-19 / Quale etica per l'emergenza

Due modeste proposte: tra intenzione e previsione   Per risolvere della sovrappopolazione nella cattolica Irlanda lo scrittore satirico Jonathan Swift, in un opuscolo del 1729 dal titolo Una modesta proposta, propose di trasformare il problema nella sua soluzione: ingrassare i bambini poveri e venderli come cibo ai proprietari terrieri. In un recente romanzo altrettanto satirico e pure distopico (Rossa, La nave di Teseo 2019) la scrittrice e illustratrice Chiara Rapaccini espone la soluzione immaginata dagli anziani di un paese in cui si è verificata una catastrofe atomica: succhiare il sangue dei bambini per garantire la propria sopravvivenza. Ora, non stiamo uccidendo intenzionalmente bambini per guadagnarci su e nemmeno per garantire la sopravvivenza degli anziani; stiamo però sia pregiudicando il presente sia ipotecando il futuro delle giovani generazioni, questo sì, con il lasciar loro in eredità indebitamento e disoccupazione. Che è un male, ci raccontiamo, ma aggiungiamo, per consolarci e giustificarci, un male minore.   Lo spirito delle decisioni e la disputa filosofica   «È così. È necessario che sia così. È giusto che sia così. Non può essere che così. »...