AUTORI
Lorenzo Peroni
14.05.2020

Serie TV / Loop. Cronache terrestri

Una piccola cittadina americana circondata da immensi campi dove i personaggi scompaiono e riappaiono, eventi misteriosi che si dipanano tra le maglie dello spazio-tempo, un laboratorio sotterraneo in cui si svolgono esperimenti oltre i limiti della fisica conosciuta.  A parole suona familiare, anche troppo. Potrebbe sembrare il tentativo di Amazon Prime di replicare formule di successo seriale come quelle di Stranger Things o (peggio ancora) Dark, di casa Netflix. Niente di più sbagliato.      Loop (Tales from the Loop), la nuova serie di fantascienza lanciata lo scorso 3 aprile da Prime Video, è stata creata da Nathaniel Halpern a partire dalle illustrazioni dell'artista svedese Simon Stålenhag, che ha raggiunto il successo grazie ai suoi paesaggi dove straordinario...

14.02.2020

Garland e Zellweger / Judy: quando muore una stella

Per la “sua” Judy Garland, Renée Zellweger ha già portato a casa quindici premi: Golden Globe, Screen Actors Guild, Indipendent Spirit… Non ultimo, ovviamente, l’Oscar come migliore attrice protagonista – che si aggiunge così a quello per Miglior attrice non protagonista conquistato nel 2004 con Ritorno a Cold Mountain.  Un momento di riscatto, dopo una pausa di sei anni (2010- 2016) e neanche un titolo di rilevo dal 2004 (Che pasticcio, Bridget Jones!, bello o brutto che sia, è stato il suo ultimo successo al botteghino): per una delle dieci attrici più pagate di Hollywood non è certo questione di poco conto.    Bersagliata sempre più spesso dai pettegolezzi (in particolare sui presunti e da lei sempre negati interventi di chirurgia estetica), Zellweger aveva ormai...

30.01.2020

Eastwood politico / Richard Jewell: l’incubo americano di un innocente

Clint Eastwood prosegue indefesso la sua attività e con Richard Jewell dà voce a un’altra storia di gente comune travolta dai meccanismi dell’ingiustizia. L’epopea americana di Eastwood si muove tra le ombre del lato oscuro del giustizialismo, storie sbagliate dove il lieto fine non è mai totale, appagante.   Dopo l’operazione malriuscita (maldestra?) di Ore 15:17 - Attacco al treno e Il corriere - The Mule, discreto ma non eccelso, Clint riprende quota con un film che convince appieno… O quasi. Sicuramente finirà nella sezione dei suoi “minori” (complice anche il flop al botteghino americano) e non troverà posto di fianco ai soliti Mystic River, Million Dollar Baby, Gli Spietati e Un Mondo Perfetto; ma Richard Jewell incarna alla perfezione i punti salienti della poetica del...

31.10.2019

François Ozon, “Grazie a Dio” / La scrittura e la voce

L’ultimo film di François Ozon, Grazie a Dio – premiato alla 69ma Berlinale con l’Orso d’argento – mostra in maniera chiara la propria identità filmica fin dall’inizio, letteralmente dalle prime battute. È fortissimo infatti il peso da subito attribuito alla parola: quella taciuta, quella omessa, quella (vuota) di consolazione, e quella scritta, di denuncia, incancellabile. È un cinema che si fa testimone della qualità stessa della parola.    Da sinistra, François Ozon e il protagonista Melvil Poupaud. Con la consueta intelligenza non disgiunta dal mestiere, Ozon allestisce un dramma avvincente e sincero, ma mai ricattatorio, sul cosiddetto Affaire Preynat, lo scandalo sessuale che ha portato al processo dell’arcivescovo di Lione Philippe Barbarin; una storia vera, tutt’ora...

06.04.2019

L’horror di Jordan Peele / Se il nemico siamo noi

Dopo Scappa - Get Out, forte dell’Oscar alla Miglior sceneggiatura originale (su quattro nomination), Jordan Peele è tornato a sbancare il botteghino statunitense con Noi, opera seconda in cui il regista-sceneggiatore-produttore afroamericano torna a esplorare alcune delle tematiche già presenti nel suo debutto: individuo vs. società, corpo & identità.      Santa Cruz, 1986: Adelaide è una ragazzina che si allontana dai genitori durante una vacanza e si ritrova nella casa degli specchi (Vision Quest) di un Luna Park dall’atmosfera tutt’altro che rassicurante. Da sola nel labirinto, scopre che quello che sembra il suo riflesso è in realtà una ragazzina identica a lei in tutto e per tutto. E quando Adelaide, ormai adulta, (Lupita Nyong’o) fa ritorno a Santa Cruz per una...

22.02.2019

Due film e la questione razziale / American Black & White

«Quando ti trovi in un’altra cultura, sei costretto a riesaminare la tua» (James Baldwin).   The Negro Motorist Green Book, o più semplicemente Green Book, era una pratica guida per automobilisti neri pubblicata fra il 1936 e il 1966. “Green” dal nome dell’editore che l’aveva inventata, Victor Hugo Green, per far fronte alle limitazioni imposte dalle discriminazioni razziali. Una sorta di guida di sopravvivenza nell’America dei bianchi. Oltre alle informazioni essenziali su alloggi, stazioni di servizio e garage, riportava anche dettagli sulle strutture per il tempo libero aperte agli afroamericani: saloni di bellezza, ristoranti e discoteche.  È questo il libretto che Tony “Lip” Vallelonga, italoamericano con una carriera di buttafuori nei night club della Grande Mela, si vede...