AUTORI
Jacopo Bulgarini d’Elci
01.05.2020

Su Netflix / Tiger King, Trump e i simulacri

L’inglese ha un’espressione, guilty pleasure, che in italiano è solo parzialmente resa dalla traduzione abituale: “piacere proibito”. Se nella formula italiana si associa il piacere, molto cattolicamente, alla violazione di una regola o prescrizione, in quella anglosassone, particolarmente viva in America, l’esito è diverso. Il piacere che si prova dalla visione di un prodotto basso, trash, è “guilty”, letteralmente: “colpevole”. La valenza che siamo soliti associarvi è semplice: ci si sente in colpa del godimento ricevuto da una forma di intrattenimento volgare, facile, grossolana eppure diabolicamente appagante.    Qui, parlando di Tiger King, uno degli show di maggior successo mai pubblicati in questi anni di video on demand, proverò a riflettere sull’espressione in un...

07.04.2020

1990-2020 / Trent’anni di Twin Peaks

L’8 aprile 1990, esattamente 30 anni fa, la rete televisiva americana ABC mandò in onda la prima puntata di Twin Peaks. Fu una rivoluzione, almeno parzialmente involontaria, nondimeno radicale: è ragionevole dire che nella storia del piccolo schermo esiste un prima e un dopo Twin Peaks. Sono molti i modi in cui si potrebbe raccontare lo show di David Lynch e Mark Frost, scandagliando le ragioni di un’influenza rintracciabile ancora oggi nella produzione televisiva più avanzata. Qui ne propongo uno quasi visivo, che organizza la materia attorno a quattro episodi iconici delle due stagioni storiche. Quattro quadri (o, se si preferisce, quattro mini puntate!) grazie a cui illustrare altrettante tesi sulla rilevanza storica di questa serie e sui modi in cui ha cambiato per sempre il...

22.02.2020

Virus, fine del mondo e sensi di colpa / Pandemie in tv e al cinema

Quando la nave di Nosferatu, spettrale e ormai senza più un’anima a bordo, giunge a Wismar, città tedesca sul Baltico, trasporta due cose: un oscuro potere e la peste. Il vampiro caccia la propria preda, i topi diffondono il contagio, finché la città appare più morta che viva. In ogni momento una cosa è chiara allo spettatore: il mostro e la sua pestilenza sono il male, venuto a tormentarci. Contro quel male si lotta: per resistergli, o vincerlo. O a quel male si soccombe, vinti. Neppure per un attimo ci sfiora l’idea che quel flagello sia una punizione; tantomeno una punizione che ci siamo meritati. Un secolo dopo (il primo Nosferatu, di Murnau, è del 1922) continuiamo a raccontare il contagio, spesso e con entusiasmo e non solo nelle settimane del Coronavirus. Ma lo facciamo, sempre di...