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Una modesta proposta

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La Dottrina del Duplice Effetto e il Covid-19 / Quale etica per l'emergenza

Due modeste proposte: tra intenzione e previsione   Per risolvere della sovrappopolazione nella cattolica Irlanda lo scrittore satirico Jonathan Swift, in un opuscolo del 1729 dal titolo Una modesta proposta, propose di trasformare il problema nella sua soluzione: ingrassare i bambini poveri e venderli come cibo ai proprietari terrieri. In un recente romanzo altrettanto satirico e pure distopico (Rossa, La nave di Teseo 2019) la scrittrice e illustratrice Chiara Rapaccini espone la soluzione immaginata dagli anziani di un paese in cui si è verificata una catastrofe atomica: succhiare il sangue dei bambini per garantire la propria sopravvivenza. Ora, non stiamo uccidendo intenzionalmente bambini per guadagnarci su e nemmeno per garantire la sopravvivenza degli anziani; stiamo però sia pregiudicando il presente sia ipotecando il futuro delle giovani generazioni, questo sì, con il lasciar loro in eredità indebitamento e disoccupazione. Che è un male, ci raccontiamo, ma aggiungiamo, per consolarci e giustificarci, un male minore.   Lo spirito delle decisioni e la disputa filosofica   «È così. È necessario che sia così. È giusto che sia così. Non può essere che così. »...

La catastrofe è la nostra favola della buonanotte / De Lillo. Zero K

Zero K di Don DeLillo è un romanzo sulla fine del tempo. Sulla gloria che, come ha scritto Giuseppe Berto, coincide con la fine del tempo e ne rappresenta il compimento. Jeffrey, Jeff, il protagonista-sé-nonostante, è soprattutto un figlio di. La madre, Madeline, sua compagna di esperienze, traslochi e giochi ha avuto l’eleganza di andarsene mentre il padre – separati sì, ma da quanto? – Ross Lockhart, sorrideva dalla copertina di Newsweek. La madre muore in un letto e il padre vive immobile sulla copertina di una rivista patinata. Probabilmente, la prima avvisaglia di come DeLillo ha immaginato il tempo in questo romanzo. Di come il passato e il futuro non rappresentino né gli opposti né i contrari logici e teleologici del presente. L’opposto logico e teleologico del presente è il perenne. La morte e l’immagine, la morte è l’immagine. Solo che con la tecnologia siamo diventati bravi, bravissimi, le nostre immagini sono ormai tridimensionali, nelle nostre immagini c’è lo spazio per il vuoto lasciato dagli organi. Gli organi, come hanno insegnato gli egizi, possono essere riposti nei canopi. Qualunque nome diamo a quei vasi. Definisci Canopo, direbbe Jeffrey. Così racconta De Lillo...